Lavori in casa in provincia di Piacenza: cosa cambia rispetto alla Lombardia
Lavori in casa in provincia di Piacenza: SCIA, CILA, SCEA, PUG, zona sismica e attestati energetici. Cosa cambia con le regole edilizie dell’Emilia-Romagna.
Chi fa lavori in casa in provincia di Piacenza segue le stesse leggi nazionali di chi ristruttura nel Cremonese o nel Lodigiano, ma una legge regionale diversa. Le regole edilizie dell’Emilia-Romagna stanno soprattutto nella L.R. 15/2013, che elenca da sé quali lavori richiedono CILA, SCIA o permesso di costruire; in Lombardia la L.R. 12/2005 rimanda in gran parte al Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001). Le pratiche hanno gli stessi nomi, ma tempi e documenti in parte diversi.
Le differenze in sintesi
| Tema | Lombardia (Cremona, Lodi) | Emilia-Romagna (Piacenza) |
|---|---|---|
| SCIA: quando si inizia | Dal giorno della presentazione | Dopo la comunicazione di regolare deposito, o dopo 5 giorni lavorativi |
| Ristrutturazioni più pesanti | Permesso di costruire o SCIA alternativa | SCIA |
| Fine lavori | Segnalazione certificata di agibilità | SCEA, conformità edilizia e agibilità |
| Piano del Comune | PGT | PUG, oppure i piani precedenti dove manca |
| Salva Casa | L.R. 20/2024 | L.R. 5/2025 |
| Attestati energetici | Catasto CENED | Catasto SACE |
| Eternit | Notifica all’ATS con il modulo NA/1 | Nessuna notifica regionale; AUSL di Piacenza |
I dettagli dipendono poi dal regolamento edilizio e dal piano di ogni Comune.
CILA e SCIA: stessi nomi, tempi diversi
In Lombardia CILA e SCIA seguono le procedure nazionali: con la SCIA si può iniziare il giorno della presentazione e il Comune ha poi 30 giorni per controllare.
In Emilia-Romagna le pratiche si presentano con la modulistica edilizia unificata della Regione, aggiornata dopo il Salva Casa con la delibera di Giunta 1298 del 2025. Poi:
- SCIA. Entro 5 giorni lavorativi lo sportello unico verifica che documenti e dichiarazioni siano completi. La SCIA diventa efficace con la comunicazione di «regolare deposito» o, se non arriva un esito negativo, trascorsi i 5 giorni; da lì partono i 30 giorni dei controlli.
- CILA. Indica l’impresa che farà i lavori e la data di fine lavori, al massimo tre anni dopo l’inizio. Anche qui lo sportello verifica la completezza entro 5 giorni lavorativi e, se manca qualcosa, comunica che la CILA è inefficace; nei 30 giorni successivi ne controlla nel merito almeno una su dieci. Per i lavori con CILA va nominato un direttore dei lavori.
- Ristrutturazioni. Le ristrutturazioni edilizie si fanno con la SCIA, comprese quelle più pesanti che il Testo unico sottopone al permesso di costruire, come alcune che cambiano la volumetria complessiva dell’edificio. In Lombardia, per queste, servono il permesso di costruire o la SCIA alternativa, da presentare almeno 30 giorni prima di iniziare. In Emilia-Romagna il permesso di costruire resta per le nuove costruzioni, salvo quelle che il piano comunale consente con la SCIA, e per la ristrutturazione urbanistica.
In Emilia-Romagna, inoltre, ogni pratica, dalla CILA al permesso di costruire, contiene l’asseverazione del tecnico sullo stato legittimo dell’immobile, cioè su cosa risulta autorizzato dai titoli edilizi del passato (art. 10 bis): conviene recuperare per tempo i vecchi progetti in Comune.
Per orientarti prova lo strumento Che pratica serve per il tuo lavoro?; le pratiche in generale sono spiegate in CILA o SCIA.
A fine lavori: la SCEA
Al posto della segnalazione certificata di agibilità usata in Lombardia, in Emilia-Romagna si presenta la SCEA, segnalazione certificata di conformità edilizia e di agibilità (art. 23 della L.R. 15/2013).
- Va presentata entro 15 giorni dalla fine dei lavori fatti con SCIA o permesso di costruire; dopo una CILA è facoltativa.
- Il tecnico assevera che l’opera corrisponde al progetto e rispetta sicurezza, igiene, efficienza energetica e superamento delle barriere architettoniche. Si allegano, quando servono, collaudo statico, dichiarazioni di conformità degli impianti e richiesta di accatastamento.
- L’immobile si può usare dalla presentazione. Per nuove costruzioni e ristrutturazioni edilizie il Comune controlla di regola tutte le pratiche, con un sopralluogo; per gli altri lavori almeno una su cinque. I controlli si fanno entro 60 giorni, 90 per gli interventi complessi.
Salva Casa: due leggi regionali
Le due Regioni hanno recepito il decreto Salva Casa del 2024 in momenti diversi: la Lombardia con la L.R. 20/2024 (BURL del 10 dicembre 2024), che tra l’altro ha allineato la L.R. 12/2005 alle regole nazionali su cambi d’uso e sanatorie; l’Emilia-Romagna con la L.R. 5/2025, in vigore dal 26 luglio 2025, che modifica la L.R. 15/2013 e la legge regionale su vigilanza e sanzioni (L.R. 23/2004).
Secondo la circolare della Regione, la legge emiliana interviene su cambi d’uso, agibilità, sanatorie, regolarizzazioni paesaggistiche e sismiche, e rende libere alcune opere minori, come le tende a pergola, anche bioclimatiche, con telo retrattile o elementi mobili, purché non creino spazi stabilmente chiusi.
Il piano del Comune: PUG invece di PGT
In Lombardia ogni Comune ha il PGT, diviso in documento di piano, piano dei servizi e piano delle regole. In Emilia-Romagna la L.R. 24/2017 ha introdotto il PUG, piano urbanistico generale, al posto dei piani precedenti: il PRG oppure PSC, RUE e POC. Dove il PUG manca ancora, gli interventi diretti con titolo edilizio restano possibili secondo i piani vigenti (art. 4).
Prima di progettare, il proprietario o chi ha titolo può chiedere allo sportello unico una valutazione preventiva (art. 21 della L.R. 15/2013): il tecnico presenta una relazione sull’intervento e il Comune risponde entro 45 giorni, altrimenti vale quanto scritto nella relazione. L’esito vale cinque anni, salvo cambi delle regole; l’istruttoria si paga.
Energia e attestati: regole regionali, catasti diversi
Entrambe le Regioni hanno requisiti energetici propri, aggiornati dopo il decreto nazionale del 28 ottobre 2025. In Emilia-Romagna li ha rivisti la DGR 792 del 25 maggio 2026, per i titoli edilizi presentati dal 3 giugno 2026 (dal 3 agosto per le nuove quote di energia rinnovabile); in Lombardia il decreto regionale 6437 del 15 maggio 2026, in vigore dal 3 giugno 2026.
L’attestato di prestazione energetica (APE) di una casa piacentina lo firma digitalmente un certificatore iscritto nell’elenco dell’Emilia-Romagna e viene registrato nel catasto regionale SACE; in Lombardia il catasto è CENED. I due portali sono nei link utili; cosa indica la classe lo spiega la guida alla classe energetica della casa.
Sismica, sottotetti e amianto in breve
- Zona sismica. Tutti i 46 Comuni piacentini sono in zona 3 dalla DGR 1164 del 2018: 16 Comuni, Piacenza compresa, e parte dell’attuale Alta Val Tidone erano in zona 4 e la Regione li ha spostati anche perché lungo il Po la pericolosità sismica è sostanzialmente la stessa in Emilia e in Lombardia. Prima dei lavori sulle strutture si deposita il progetto strutturale allo sportello unico del Comune (L.R. 19/2008), salvo gli interventi che il progettista dimostra privi di rilevanza per la pubblica incolumità; le sopraelevazioni richiedono sempre l’autorizzazione sismica.
- Sottotetti. Il recupero abitativo segue la L.R. 11/1998: vale per i sottotetti esistenti al 31 dicembre 2013, chiede un’altezza media di 2,40 metri nei locali abitabili (2,20 nei Comuni montani e nei servizi, come bagni e corridoi) e si fa con la SCIA. In Lombardia le regole sono negli articoli 63–65 della L.R. 12/2005.
- Amianto. Non c’è la notifica NA/1; il riferimento è l’AUSL di Piacenza, e per piccole quantità di amianto compatto esiste la microraccolta, solo nei Comuni dove è attiva. Ovunque, prima di demolire o ristrutturare, l’impresa deve individuare i materiali che possono contenere amianto (art. 248 del D.Lgs. 81/2008). Vedi Eternit sul tetto.
Quando serve un tecnico
Quasi sempre: CILA, SCIA e SCEA le assevera un tecnico abilitato, il progetto strutturale lo firma un progettista, l’APE un certificatore iscritto in Emilia-Romagna. I momenti chiave sono tre:
- prima di comprare, per verificare lo stato legittimo e il piano del Comune;
- prima di iniziare, per scegliere il titolo secondo la legge emiliana, che non sempre coincide con quello lombardo, ed eventualmente chiedere la valutazione preventiva;
- a fine lavori, per la SCEA e l’accatastamento.
Nella pagina Progettazione e pratiche trovi come seguiamo progetto, pratiche e direzione lavori; le zone in cui lavoriamo sono in Dove lavoriamo.
Domande frequenti
Dopo una CILA in provincia di Piacenza serve la SCEA?
No: per i lavori fatti con CILA la legge regionale non la richiede, anche se si può presentare. A fine lavori si invia la comunicazione di fine lavori, con l’aggiornamento catastale quando serve e le certificazioni degli impianti su cui si è intervenuti.
Le tolleranze del Salva Casa valgono anche a Piacenza?
Sì. In Emilia-Romagna sono nell’articolo 19 bis della L.R. 23/2004, aggiornato dalla L.R. 5/2025: in generale non è una violazione uno scostamento entro il 2 per cento delle misure del titolo edilizio; per i lavori fatti entro il 24 maggio 2024 il limite va dal 2 al 6 per cento ed è più alto per le unità immobiliari più piccole. La verifica spetta al tecnico.
Ho lastre di eternit su una casa in provincia di Piacenza: devo fare la notifica come in Lombardia?
No, in Emilia-Romagna non c’è un modulo come l’NA/1 lombardo. Restano gli obblighi nazionali di controllo e manutenzione delle lastre; con il tetto rovinato il riferimento è il Dipartimento di sanità pubblica dell’AUSL di Piacenza.
Fonti
- L.R. Emilia-Romagna 30 luglio 2013, n. 15, Semplificazione della disciplina edilizia, artt. 7, 10 bis, 13, 14, 17, 21 e 23 (Demetra, testo vigente)
- Regione Emilia-Romagna: circolare illustrativa della L.R. 25 luglio 2025, n. 5 (Salva Casa) e modulistica aggiornata con la DGR 1298/2025
- L.R. Emilia-Romagna 21 dicembre 2017, n. 24, Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio, artt. 3, 4 e 31 (Demetra)
- Regione Emilia-Romagna: classificazione sismica dei Comuni (DGR 1164/2018 e DGR 146/2023)
- L.R. Emilia-Romagna 30 ottobre 2008, n. 19, Norme per la riduzione del rischio sismico, artt. 9, 10, 11 e 13 (Demetra)
- DGR Emilia-Romagna 25 maggio 2026, n. 792, requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici (BURERT n. 145 del 5/6/2026, parte seconda)
- L.R. Emilia-Romagna 6 aprile 1998, n. 11, Recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti, artt. 2 e 3 (Demetra)
- L.R. Lombardia 11 marzo 2005, n. 12, Legge per il governo del territorio, artt. 7, 33, 42 e 63–65, testo coordinato vigente (Norme Lombardia)