Classe energetica della casa: cos’è e come migliorarla davvero

Cos’è la classe energetica, come si legge l’APE, quali lavori la migliorano di più, le detrazioni del 2026 e cosa prevede davvero la direttiva case green.

A cura di Ufficio tecnico Bosio Costruzioni

Impresa edile a San Bassano (CR) dal 1981

Pubblicato il · aggiornato il · dati fiscali e normativi verificati il

Facciata di un condominio moderno con balconi in vetro e grandi finestre

La classe energetica è la lettera che riassume quanto consuma una casa per stare calda d’inverno, fresca d’estate e avere acqua calda. Conta quando vendi o affitti, ma soprattutto conta ogni mese, in bolletta. In questa guida spieghiamo come si legge, quali lavori la migliorano davvero e cosa c’è di vero sulle nuove regole europee.

Cos’è la classe energetica

In Italia le classi vanno dalla A4, la più efficiente, alla G, la meno efficiente. La lettera dipende dall’energia primaria non rinnovabile che la casa richiede, per metro quadrato e per anno, per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda.

Un punto che molti non sanno: la classe si calcola in condizioni standard, cioè in base a come è fatta la casa (muri, tetto, serramenti, orientamento) e ai suoi impianti, non alle bollette di chi ci abita.

Come si legge l’APE

La classe è scritta nell’attestato di prestazione energetica (APE), redatto da un certificatore abilitato e indipendente. Oltre alla lettera, l’APE riporta:

  • l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, in kWh per metro quadrato all’anno;
  • la qualità dell’involucro d’inverno e d’estate;
  • le raccomandazioni: i lavori che migliorerebbero la classe, con una stima dei risultati.

L’APE vale dieci anni, se gli impianti vengono controllati come prevede la legge. Serve quando si vende o si affitta, e la classe deve comparire negli annunci.

I lavori che pesano di più

In una casa costruita prima degli anni ’90 l’ordine dei lavori più efficaci è quasi sempre questo:

Intervento Cosa migliora Quando conviene
Isolamento del tetto o del sottotetto Dispersioni verso l’alto, caldo estivo Sottotetto freddo o tetto da rifare
Cappotto o insufflaggio Dispersioni dai muri, muffa Muri non isolati o a cassa vuota
Serramenti nuovi Spifferi, condensa sui vetri Finestre con vetro singolo o telai rovinati
Pompa di calore Rendimento dell’impianto Dopo aver isolato, o con impianto vecchio
Fotovoltaico Energia rinnovabile prodotta in casa Con pompa di calore e consumi elettrici

Prima l’involucro, poi gli impianti: una casa isolata ha bisogno di meno potenza, quindi di un impianto più piccolo ed economico. Ricorda che dal 2025 le caldaie alimentate solo a gas o gasolio non sono più incentivate.

Le detrazioni del 2026

  • Ecobonus per isolamento, serramenti, pompe di calore: 50% sull’abitazione principale e 36% sulle altre case, in 10 anni, con i requisiti tecnici di legge e la comunicazione all’ENEA.
  • Bonus ristrutturazioni per i lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione, con le stesse aliquote.
  • Sconto in fattura e cessione del credito non sono più possibili; salvo proroghe, nel 2027 le aliquote scenderanno al 36% e al 30%.

Trovi tutte le regole nella guida al bonus ristrutturazioni 2026 e in quella sul cappotto termico.

E la direttiva «case green»?

La direttiva europea 2024/1275 chiede agli Stati di ridurre i consumi medi delle abitazioni, del 16% entro il 2030 e del 20–22% entro il 2035, e prevede edifici nuovi a emissioni zero dal 2030. L’Italia non l’ha ancora recepita: la Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione e il 2 ottobre 2026 ha inviato un nuovo richiamo. Oggi nessun obbligo ricade sul singolo proprietario; le misure italiane, quando arriveranno, diranno come raggiungere gli obiettivi.

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Domande frequenti

L’APE si calcola con le bollette?

No. La classe energetica si calcola in condizioni standard, in base a come è fatta la casa e ai suoi impianti, non ai consumi reali di chi ci abita. Così due case uguali hanno la stessa classe, anche se una famiglia consuma più dell’altra.

Quanto dura l’APE?

Dieci anni, a patto che gli impianti vengano controllati e mantenuti come prevede la legge. Va rifatto prima se si eseguono lavori che cambiano la prestazione energetica, come un cappotto o un nuovo impianto.

Quante classi si guadagnano con il cappotto?

Dipende da com’è la casa oggi. In una casa poco isolata, cappotto e isolamento del tetto insieme possono far salire di più classi, soprattutto se si migliora anche l’impianto. Il risultato preciso lo dice il calcolo del tecnico.

Per vendere o affittare casa serve una classe minima?

No, ma serve l’APE: va consegnato a chi compra o affitta e la classe deve comparire negli annunci. Una classe alta rende la casa più interessante sul mercato.

La direttiva case green obbliga a ristrutturare?

No. La direttiva europea fissa obiettivi di riduzione dei consumi a livello nazionale e l’Italia non l’ha ancora recepita: oggi nessun obbligo ricade sul singolo proprietario.

Fonti

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