Che tetto scegliere: coppi, tegole, lamiera o tegole canadesi

Coppi, tegole in laterizio o cemento, lamiera, pannelli coibentati e tegole canadesi a confronto: peso, aspetto, manutenzione e cosa dice il Comune.

A cura di Ufficio tecnico Bosio Costruzioni

Impresa edile a San Bassano (CR) dal 1981

Pubblicato il · aggiornato il · dati fiscali e normativi verificati il

Primo piano di una copertura in lamiera grecata effetto tegola di colore scuro

Coppi, tegole, lamiera o tegole canadesi? Non esiste un materiale migliore in assoluto: esiste quello giusto per la tua casa, la pendenza del tetto, la struttura che lo regge, le regole del tuo Comune e il budget. In questa guida mettiamo a confronto le coperture più usate nelle case della provincia di Cremona, con quello che vediamo ogni giorno nei nostri cantieri.

Prima di scegliere: le domande giuste

Prima del materiale vengono quattro verifiche:

  • Pendenza delle falde: ogni manto ha una pendenza minima indicata dal produttore. Sotto quel valore servono strati impermeabili in più o un materiale diverso. Con il nostro calcolo della superficie del tetto trovi anche pendenza in gradi e metri quadri reali.
  • Peso: coppi e tegole in laterizio pesano molto più della lamiera. Su una struttura vecchia va verificato se regge il carico.
  • Contesto e regole: nei centri storici e nelle zone agricole molti Comuni chiedono di mantenere i coppi o colori simili all’esistente.
  • Clima: nella pianura padana la copertura deve gestire umidità, nebbia, gelate e estati molto calde. Per questo conta tanto quello che c’è sotto il manto.

Coppi: la tradizione delle nostre campagne

Il coppo è la copertura delle cascine, dei paesi e dei centri storici lombardi. Si posa a file alterne, con i coppi «canale» sotto e quelli «di copertura» sopra.

  • Pro: aspetto tradizionale, spesso richiesto dal Comune; i coppi vecchi ancora sani si possono recuperare.
  • Contro: è una copertura pesante e richiede una posa accurata, più lenta di quella delle tegole.
  • Per chi: case in centro storico, cascine, chi vuole mantenere l’aspetto originale.

Tegole in laterizio: portoghesi e marsigliesi

Le tegole in cotto hanno forme più regolari dei coppi e si incastrano tra loro: la posa è più veloce e il risultato più uniforme.

  • Portoghesi: richiamano l’onda del coppo e sono molto diffuse nelle case dei nostri paesi.
  • Marsigliesi: piatte con due canali, dall’aspetto più ordinato.
  • Pro: durata, buona tenuta all’acqua, colori naturali che invecchiano bene.

Tegole in cemento

Robuste ed economiche, disponibili in molti colori. Pesano più del laterizio e col tempo il colore superficiale può schiarirsi. Sono una scelta concreta per case moderne e annessi.

Lamiera e pannelli coibentati

La lamiera grecata è leggera, veloce da posare e adatta anche a pendenze basse. I pannelli coibentati, con l’isolante tra due lamiere, aggiungono isolamento e silenzio sotto la pioggia; esistono anche con superficie sagomata «finto coppo».

  • Per chi: porticati, box, annessi, capannoni, tetti con struttura leggera; nelle case, dove il Comune lo consente.
  • Attenzione: in molti centri storici non sono ammessi.

Tegole canadesi

Sono lastre bituminose sottili posate su un tavolato continuo. Leggere e flessibili, si adattano a forme particolari come torrette, abbaini e tetti molto articolati. In genere durano meno del laterizio e vanno posate su un supporto perfettamente regolare.

Guaine e tetti piani

Sui tetti piani e sulle terrazze la protezione la danno le guaine impermeabili, bituminose o sintetiche, con una pendenza minima verso gli scarichi. Sono il punto più delicato: vanno controllate e, se necessario, rifatte prima che l’acqua entri nei solai.

Sotto il manto: la parte che fa la differenza

Il materiale che si vede conta per l’aspetto e per la durata. Il comfort lo decide il pacchetto sotto:

  1. tavolato o solaio sani e, se serve, rinforzati;
  2. freno al vapore, che impedisce all’umidità di casa di entrare nell’isolante;
  3. isolante dello spessore richiesto dal calcolo termico;
  4. camera di ventilazione, che porta via umidità e calore estivo;
  5. telo traspirante o guaina, seconda linea di difesa contro l’acqua.

Un tetto ventilato e ben isolato tiene il sottotetto fresco d’estate e asciutto d’inverno, con qualsiasi manto. Ne parliamo anche nella guida sull’insufflaggio.

Cosa dice il Comune

Rifare il manto con gli stessi materiali, anche aggiungendo l’isolante, è manutenzione ordinaria: non serve un titolo edilizio. Cambiare materiale di solito richiede la CILA e, nei centri storici o nelle zone di tutela paesaggistica, può essere vietato o soggetto ad autorizzazione. Per questo la scelta del materiale si fa sempre insieme alla verifica delle regole locali.

Manutenzione: cosa controllare

Qualunque copertura dura di più se viene controllata:

  • ogni autunno, pulisci o fai pulire grondaie e pluviali dalle foglie;
  • dopo un temporale forte, guarda dal giardino se ci sono tegole spostate o rotte;
  • muschio e licheni trattengono l’acqua: vanno rimossi con prodotti adatti, mai con l’idropulitrice;
  • camini, lucernari e converse sono i punti da cui nascono più spesso le infiltrazioni.

Per le riparazioni senza rifare il tetto, il nostro gruppo ha un marchio dedicato, Missione Tetto. Per un rifacimento completo, con sopralluogo gratuito e garanzia di 10 anni sulla lavorazione, leggi la pagina sul rifacimento dei tetti.

Domande frequenti

Meglio coppi o tegole?

I coppi sono la scelta tradizionale, spesso richiesta nei centri storici e nelle zone agricole; le tegole sono più regolari e più veloci da posare. Contano pendenza, peso che la struttura può reggere, regole del Comune e gusto: lo valutiamo al sopralluogo.

Si possono riutilizzare i coppi vecchi?

Spesso sì: i coppi vecchi ancora sani si recuperano e si posano come strato superiore, mentre sotto si usano coppi nuovi. Il tetto mantiene l’aspetto originale e si spende meno in materiale.

La lamiera fa rumore quando piove?

La lamiera semplice sì. I pannelli coibentati, con l’isolante tra due lamiere, attenuano molto il rumore della pioggia e isolano anche dal caldo e dal freddo.

Serve un permesso per cambiare il materiale del tetto?

Rifare il manto con gli stessi materiali è manutenzione ordinaria e non richiede titoli. Cambiare materiale di solito richiede la CILA e, nei centri storici o nelle zone vincolate, può non essere ammesso: va verificato con il Comune.

Quale copertura isola di più?

L’isolamento non lo dà il manto ma quello che c’è sotto: isolante, freno al vapore e camera di ventilazione. Qualsiasi materiale, posato su un pacchetto ben progettato, può dare un tetto efficiente.

Fonti

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